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BATTL

E

 

LIVE REPORT: PLACEBO LIVE @ PALASHARP, MILANO; 30 NOVEMBRE 2009

NOTHING EVER CHANGES: LIKE A DREAM IN LOOP

 

Qualche birra di troppo, fuori dal Palasharp per aspettare alcuni amici.
Entro e m’immergo nel buio, per rendermi conto all’improvviso che all’interno c’è già una folla di gente che scalpita al ritmo dei Silversun Pickups. Stupore questi fanciulli. Sanno il fatto loro anche se per la seconda volta in due giorni mi rendo conto che le loro canzoni paiono un parto plurigemellare. Inizio la discesa tra le teste in lontananza. Luci troppo fioche per non pensare che mi ucciderò ad ogni gradino che mi separa dal palco, e come sempre mi chiedo come è possibile che certe persone preferiscano vedersi lo spettacolo da quassu’, contesto così sterile rispetto a urla, sudore, odore di marijuana e crepe nei timpani. Sentirmi un mammifero è un vezzo che mi concedo solo ai concerti. Non ho più ritegno per la mia persona. Quello che conta è solo disintegrarmi tra le note.
Incontro come immaginavo alcuni amici, cosa semplice se il concerto è nella tua città. Con tutti eseguo il solito rito verbale: narro le prodi gesta dei Placebo la notte prima a Bologna, descrivo la mia ansia e la speranza che ci regalino uno spettacolo quantomeno paragonabile, mi elogio per aver preso insulti dal Molko in persona e avergli scambiato dei nei con dei punti neri dalla prima fila.
Iniziano i coretti e appare quel sole, in cui le nostre orecchie si stanno accecando da mesi, ed eccoli, come il giorno prima.
Non è cambiato niente. Proprio niente.
Solo il mio essere un po’ più lontano dal palco (ma non sentire nessun arto in procinto di abbandonare le sue giunture), e un gradasso ragazzo armadio che per amor della sua bella (aggettivo contestabile) fa di tutto per fottermi posto e visuale, e con il quale non attendo molto a sclerare nella migliore delle mie performance checcherrime.
Tutto il resto è deja –vu. Di quelli dolci, ipnotici, che non ti spaventi di aver già vissuto, ma anzi…
Remake seducente che ti ha già assaporato, sa dove toccarti, come stimolare il terremoto incastonato nella tua pelle.
Incredibile a dirsi, Molko e soci incappano anche nello stesso errore di batteria del giorno prima in un attacco di Battle for The Sun. La titanica Every You Every Me a questo giro non ha ritornelli birichini, Speak in tongues è il solito livido nel cuore che fa male ad ogni battito, Devil in the Details è particolarmente vissuta e sofferta, così come quella Because I want You che da sola vale ogni secondo di questo concerto e che speri non la facciano mai piu’ cosi potrai un giorno dire di averla sentita perché sei un essere speciale. (riferimento a Come Home di qualche anno fa puramente casuale)
Ma, siccome il pelo nell’uovo è troppo divertente, specialmente quando lo si trova, potrei consigliare a Brian, Stef e Steve di cambiarsi ogni tanto di abito, affinchè gli occhi dei fan più ubiqui e segugi vedano anche altre stoffe pregiate sui loro corpi, seppur in realtà per le menti di tre quarti del pubblico essi siano perennemente nudi. (Eccezion fatta per il corpo di Steve Forrest che è realmente nudo per TUTTO il pubblico).
Inoltre (ma qui è come Don Chisciotte che incastra lance tra i mulini) qualche cambiamento in scaletta sarebbe stato gradito. Resta un mistero come questi Placebo riescano, in concerti come questo, a mettere una carica simile in copioni così prestampati. Non un cambiamento, nemmeno nelle mossette di Stef fra le ultime note di Taste in Men, su una cassa davanti al Palco.
Noto con dispiacere che era in programma una Trigger Happy che mai sapremo se non forse tra le vette di AND(ò vai?)ALO.
Ergo consiglio: un po’ più di dinamicità nelle scelte e di verve stilistica, visto e considerato che mi hanno confermato (spiazzandomi per ben due volte ) che sul palco sanno ancora il fatto loro, e molto.
Carichi, ammalianti, potenti, vivi, come oramai solo nelle nostre oasi di pensiero li ritrovavamo.
Per questo rimango assolutamente soddisfatto della mia doppietta. Quando ci piace tanto un libro, o un film, lo “subiremmo” all’infinito, ed è stato lo stesso per queste due date gemelle.
Date in cui il Sole non è mai stato cosi facile da sconfiggere.

 

SCALETTA:

For what it’s worth
Ashtray heart
Battle for the sun
Soulmates
Speak in tongues
Follow the cops back home
Every you every me
Special needs
Breathe underwater
Because I want you
Twenty years
Julien
The never-ending why
Blind
Devil in the details
Meds
Song to say goodbye

Bright lights
Special K
The bitter end

Infra-red
Taste in men

LIVE REPORT A CURA DI SORYU

(11/12/09)

 

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