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LIVE REPORT: SHEPERDS BUSH EMPIRE, LONDRA 12.05.09

 

GLI UOMINI DI MOLKO MOSTRANO IL LORO VALORE. DI NUOVO.


L’evidenza mostra quanto il seguito dei Placebo che si può trovare fuori nelle strade sia vario di questi tempi, in fila, tutti vicini al palco prima della band. Mentre una volta, 15 anni fa, fra di loro ci sarebbero state un sacco di persone truccate con eye-liner, vestite di nero e con ali da farfalla, adesso vediamo un pubblico più trasversale: dallo zoccolo duro dei fan storici a quelli che si fanno uno o due concerti l’anno. Il presentatore tv Adrian Chiles sta lentamente cercando di farsi strada davanti alla coda di persone. Questo significa che i Placebo, lontani da essere un gruppo di nicchia, sono adesso (e lo sono da un bel po’) una della band di successo più universali che questo paese abbia prodotto. Non sono quelli che la stampa britannica critica giudicandoli attraverso standard ancora del 1994. Aiuta anche il fatto che Battle for the sun è uno fra i loro lavori migliori, ed è con questo materiale che hanno impreziosito lo show di stasera. La title track è una delle migliori canzoni che abbiano mai scritto; suonata per terza stasera, ha avuto un forte riscontro da parte del pubblico, che probabilmente la sentiva per la prima volta. Roba impressionante. Ancora più impressionante è il fatto che i Placebo sembrino una band rivitalizzata. La partenza di Steve Hewitt, non in termini amichevoli, ha dato loro una nuova fonte di vita. E’ significativo forse che il cantante Brian Molko (la cui voce stasera, dal vivo, era meravigliosa) dedichi Happy you’re gone a “nessuno in particolare…” . Follow the cops back home toglie il fiato come sempre, mentre la cover di Nik Kershaw Wouldn’t it be good non è kitsch la metà di quanto può sembrare sulla carta.

SCALETTA:
1. Kitty litter
2. Ashtray heart
3. Battle for the sun
4. For what it’s worth
5. Black eyed
6. Speak in tongues
7. Follow the cops back home
8. Every you every me
9. Julien
10. Special needs
11. Neverending why
12. Devil in the details
13. Happy you’re gone
14. Meds
15. Come undone
16. Special K
17. Song to say goodbye
18.
Infrared
19. Wouldn’t it be good
20. Bitter end
21. Taste in men

 

ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA INGLESE KERRANG IL 23 MAGGIO 2009

 

TRADUZIONE A CURA DI SPLEEN

 

(30/05/09)

 

 

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